Il poggiapiedi serve soprattutto a chi non riesce ad appoggiare stabilmente i piedi sul pavimento da seduto. Non è un accessorio obbligatorio per tutti: secondo l’Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/2008 viene messo a disposizione di chi lo desidera, per la postura degli arti inferiori. La checklist Suva lo raccomanda in modo esplicito per le persone di bassa statura che lavorano a una scrivania che non si abbassa abbastanza.

Il poggiapiedi è davvero necessario?

Chi ne trae beneficio

Il supporto è utile in tre situazioni ricorrenti:

  • le persone di bassa statura che lavorano a una scrivania che non scende abbastanza;
  • chi ha i piedi sospesi da seduto, senza un appoggio stabile sul pavimento;
  • chi scarica il peso sulle cosce o sul bordo anteriore della sedia.

Se nessuna di queste condizioni si verifica, il poggiapiedi di norma non serve.

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Segnali che indicano che il supporto serve davvero

SegnaleCosa osservare
Piedi non appoggiatiI piedi non poggiano a terra in modo stabile, oppure restano sulla punta o sul tallone
Scrivania troppo altaLe spalle si sollevano per raggiungere il piano, e la scrivania non scende abbastanza per la vostra statura
Pressione sulle cosceSentite pressione sulla parte posteriore delle cosce o sul bordo anteriore della seduta
Pressione dietro il ginocchioIl bordo della seduta preme sull’incavo del ginocchio durante il lavoro

Se compaiono più segnali nella stessa giornata di lavoro, il poggiapiedi è una misura da valutare. Se compare solo il primo, con la scrivania adeguata alla statura, il problema è più probabilmente legato alla seduta.

Come verificare la necessità

  1. Sedetevi nella posizione di lavoro abituale, con la schiena appoggiata.
  2. Controllate se la pianta dei piedi tocca il pavimento in modo stabile, senza sforzo.
  3. Osservate per almeno una sessione di lavoro se compaiono i segnali della tabella.
  4. Se i piedi restano sospesi nonostante la regolazione della seduta, e la scrivania non scende abbastanza, il poggiapiedi è raccomandato. In ambito lavorativo, per richiederlo conviene rivolgersi al datore di lavoro, al medico competente o al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Il poggiapiedi è davvero necessario?

Come regolare prima sedia e scrivania

Per impostare correttamente la postazione, regolate prima la sedia e solo dopo la scrivania. L’altezza del sedile determina la posizione delle gambe e del ginocchio, quindi è il punto di partenza da cui dipendono le altre regolazioni. Quando la seduta è stabile, si può valutare il poggiapiedi, senza correggere due volte la stessa variabile.

Sequenza di regolazione

  1. Sedetevi appoggiando la schiena allo schienale, senza forzare la posizione.
  2. Regolate l’altezza del sedile entro l’intervallo indicato nella tabella seguente.
  3. Verificate la distanza tra il bordo anteriore del sedile e l’incavo del ginocchio.
  4. Regolate la scrivania solo dopo aver fissato la seduta.
  5. Ricontrollate il sedile, perché un cambio di altezza del piano può modificare la posizione da seduti.

Intervalli di altezza del sedile

PersonaAltezza del sedile
Maggior parte delle personeda 40 a 52 cm
Oltre 185 cm di staturada 46 a 62 cm

Fonte: PuntoSicuro (2012), che riprende una checklist Suva.

Controllo del ginocchio

Con i piedi a terra, tra il bordo anteriore del sedile e l’incavo del ginocchio devono restare circa due dita trasverse. Una distanza minore indica che la seduta è troppo profonda o avanzata; una maggiore indica che è troppo corta. Il controllo richiede pochi secondi e va ripetuto ogni volta che cambia la seduta.

Come ricavare l’altezza giusta del poggiapiedi

Il poggiapiedi sostiene gli arti inferiori quando i piedi non appoggiano stabilmente a terra. Non esiste un’altezza unica valida per tutti: il valore dipende dalla altezza del ginocchio e dalla quota della seduta. La pedana è corretta quando i piedi poggiano interi e le ginocchia restano piegate senza pressione sulle cosce.

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Come calcolare l’altezza

Il dimensionamento si fa con due misure personali:

  • Si sieda con la schiena appoggiata allo schienale e i piedi paralleli.
  • Con un metro si misuri la distanza verticale tra il pavimento e l’incavo del ginocchio.
  • Si misuri poi la quota del bordo della seduta rispetto al pavimento.
  • Si confronti la quota dei piedi con il punto di appoggio della pedana: se la seduta è già alla quota corretta e i piedi non toccano il pavimento, la pedana deve colmare la differenza.

Più la seduta è alta rispetto all’incavo del ginocchio, più la pedana deve sollevare i piedi.

Rapporto tra seduta e pedana

La quota della seduta va fissata prima di dimensionare la pedana, seguendo la sequenza della sezione dedicata a sedia e scrivania. Quando la seduta è più alta, come per chi supera i 185 cm, la pedana deve avere una regolazione in altezza sufficiente a seguire questo spostamento.

Cosa dice la normativa italiana

Il D.Lgs. 81/2008, il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, fissa alcuni requisiti per il posto di lavoro su scrivania. Secondo il Testo Unico Salute e Sicurezza sul Lavoro (tussl.it), che riporta il testo normativo (2024), i tre elementi del posto sono trattati in modo diverso:

ElementoRequisitoRiferimento
PoggiapiediMesso a disposizione di chi lo desidera, per la postura degli arti inferioriAllegato XXXIV del D.Lgs. 81/2008
Piano di lavoroAltezza indicativamente compresa tra 70 e 80 cm, fissa o regolabileTesto Unico (tussl.it), 2024
SedileAltezza regolabile in modo indipendente dallo schienale, dimensioni adeguate al lavoratore, girevole e facile da spostareTesto Unico (tussl.it), 2024

Per il piano di lavoro, il termine «indicativamente» indica un intervallo di riferimento e non una tolleranza rigida. La norma ammette sia un piano fisso sia un piano regolabile, purché l’altezza ricada, indicativamente, tra 70 e 80 cm. Nella scelta di una scrivania conviene quindi verificare questo intervallo prima dell’acquisto.

Il sedile richiede una regolazione dell’altezza indipendente dallo schienale. In pratica, l’altezza della seduta e l’inclinazione dello schienale devono poter essere modificate separatamente. La norma richiede inoltre dimensioni adeguate al lavoratore, una seduta girevole e una facile mobilità del sedile, elementi che incidono sulla possibilità di cambiare posizione durante la giornata.

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Cosa dice la normativa italiana

Caratteristiche di un buon poggiapiedi

Un poggiapiedi adeguato si valuta su tre requisiti verificabili: dimensioni minime, regolazione in altezza e inclinazione e stabilità. La checklist Suva, riportata da PuntoSicuro (2012), indica una superficie minima di 45 x 35 cm, regolabile in altezza e in inclinazione. Prima di scegliere un modello, confrontate questi tre punti con lo spazio disponibile sotto la vostra scrivania e con la vostra corporatura.

Dimensioni minime

La superficie d’appoggio deve misurare almeno 45 x 35 cm. Questo valore è un minimo: una superficie più ampia permette di cambiare posizione dei piedi senza dover riposizionare il supporto ogni volta.

Regolazione in altezza e inclinazione

Il poggiapiedi deve poter essere regolato sia in altezza sia in inclinazione. La regolazione in altezza serve ad adattare il sostegno alla distanza tra il pavimento e la posizione comoda dei piedi. Quella in inclinazione permette di modificare l’angolo della superficie, così da alleggerire la pressione sulle gambe in posizioni diverse. Per la regolazione, sedetevi nella postura di lavoro abituale, appoggiate i piedi e intervenite sui comandi finché l’appoggio risulta comodo senza costringervi a spingere o a sollevare le gambe.

Stabilità durante l’uso

Il poggiapiedi non deve spostarsi involontariamente durante l’uso, come indicato dal testo dell’Allegato XXXIV del D.Lgs. 81/2008 riportato da Testo Unico Salute e Sicurezza sul Lavoro (tussl.it, 2024). Per verificarlo, appoggiate il piede e spingete con movimenti normali in avanti e di lato. Se il supporto scivola, si inclina o si sposta, il modello non è adeguato.

RequisitoValore o criterioFonte
Dimensioni minime45 x 35 cmChecklist Suva, tramite PuntoSicuro (2012)
RegolazioneIn altezza e in inclinazioneChecklist Suva, tramite PuntoSicuro (2012)
StabilitàNessuno spostamento involontario durante l’usoAllegato XXXIV, D.Lgs. 81/2008, tramite tussl.it (2024)

Alternative per il telelavoro

Se non avete un poggiapiedi, potete usare soluzioni provvisorie o economiche, ma ognuna ha limiti precisi.

Scatole rigide e risme di carta

Una scatola di cartone rigida o una risma di carta possono sostituire temporaneamente un poggiapiedi. Sono facili da reperire, ma hanno due limiti. La carta si comprime col tempo e cambia altezza, mentre una scatola può piegarsi o deformarsi sotto il peso dei piedi. Inoltre, la superficie liscia può scivolare sul pavimento.

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Sgabello o pedana con altezza regolabile

Uno sgabello o una pedana regolabile offre un’altezza più controllata. Lo sgabello con seduta girevole o con rotelle è però da evitare, perché il movimento della base rende instabile l’appoggio. Una pedana con base ampia e superficie antiscivolo è più affidabile, purché il sistema di regolazione tenga la posizione scelta senza cedimenti.

Limiti di stabilità e rischio di scivolamento

Prima di usare qualsiasi alternativa, verifichi questi punti:

  • la base d’appoggio è piana e non si inclina sotto il peso;
  • il fondo è antiscivolo o il supporto è posato su un tappetino che non si sposta;
  • il piede resta appoggiato per tutta la durata dell’attività, senza dover correggere continuamente la posizione;
  • l’oggetto non ha spigoli o parti sporgenti che possano urtare la caviglia.
SoluzioneUso appropriatoLimite principale
Scatola rigidaAppoggio breve e occasionalePuò deformarsi o scivolare
Risma di cartaSoluzione di emergenzaSi comprime nel tempo
SgabelloSeduta e appoggio combinatiRischio di movimento se ha rotelle
Pedana regolabileUso prolungato in ufficio o a casaRichiede una base piana e antiscivolo

Se nessuna di queste soluzioni offre un appoggio stabile, conviene procurarsi una pedana regolabile e antiscivolo. In ambito lavorativo, chi ha difficoltà persistenti può rivolgersi al datore di lavoro, al medico competente o al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Errori di postura da evitare

Gli errori più comuni con il poggiapiedi riguardano il modo in cui lo si usa mentre si lavora da seduti. Un supporto che si trova lontano dalla sedia o che non resta fermo diventa un ostacolo invece di un aiuto. Gli errori da correggere subito sono tre.

Poggiapiedi posizionato troppo lontano dalla sedia

Se il poggiapiedi è distante dalla seduta, per appoggiarvi il piede bisogna allungare la gamba, e la posizione risulta instabile. La correzione è spostare il poggiapiedi finché il piede vi appoggia senza allungarsi, senza modificare la regolazione già impostata per sedia e scrivania.

Gambe incrociate per lunghi periodi

Accavallare le gambe per periodi prolungati sposta il peso su un solo lato e impedisce ai piedi di appoggiarsi in modo stabile. Con il poggiapiedi è possibile tenere entrambi i piedi appoggiati, senza incrociarli. Se si sente il bisogno di cambiare posizione, conviene appoggiare di nuovo entrambi i piedi a terra o sul poggiapiedi, alternando la postura con pause per alzarsi.

Schiena staccata dallo schienale durante la digitazione

Quando si digita con concentrazione, il busto tende a inclinarsi in avanti e la schiena si stacca dallo schienale. Per riprendere la postura corretta, riportare il bacino contro lo schienale e verificare la profondità della seduta.

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