La tendinite da mouse è un’infiammazione dei tendini del polso e dell’avambraccio causata da sollecitazioni ripetute e da posizioni scorrette di mani e dita durante l’uso del mouse. Il meccanismo è un sovraccarico progressivo: il tendine non recupera a sufficienza tra un movimento e il successivo e si irrita.
Tendinite da mouse: cos’è e come riconoscerla
Definizione clinica e tendini interessati
La tendinite da mouse è l’infiammazione di uno o più tendini che collegano i muscoli dell’avambraccio alle ossa di mano e polso. Il termine indica la causa legata al gesto ripetuto con il mouse, cioè il clic e lo scorrimento. I tendini più sollecitati sono quelli dei muscoli flessori e degli estensori delle dita e del polso, che controllano la presa e il movimento della mano sull’attrezzo.
Ruolo delle posizioni scorrette di mani e dita
Il documento Inail-Contarp (2013) indica le posizioni scorrette di mani e dita come possibile causa di tendiniti. PuntoSicuro (2021), nella sintesi di quel documento, precisa che la posizione delle mani durante l’uso del mouse può causare sovraccarico a mani, polsi e spalle.
| Posizione scorretta | Effetto sul tendine |
|---|---|
| Polso deviato lateralmente, verso il mignolo o verso il pollice | Il tendine lavora in angolo rispetto al proprio asse, con maggiore attrito nella guaina |
| Polso flesso verso l’alto o verso il basso mentre si usa il mouse | Aumenta la tensione dei tendini a ogni scorrimento |
| Dita che impugnano il mouse con presa rigida | Mantiene in contrazione i muscoli dell’avambraccio anche tra un clic e l’altro |
Cause: ripetitività, forza e posture statiche prolungate
Il sovraccarico dipende da tre fattori, che spesso agiscono insieme:
- Ripetitività: clic e scorrimenti uguali e continui, senza variazione del gesto, sollecitano sempre gli stessi tendini.
- Forza: una presa del mouse più intensa del necessario aumenta la tensione sui tendini a parità di movimento.
- Posture statiche: mantenere la mano nella stessa posizione per lungo tempo, senza cambiarla, impedisce il rilascio della tensione muscolare.
Il sovraccarico è cumulativo. La tendinite compare quando la somma di questi fattori supera la capacità di recupero del tendine. Per questo una postazione con gesti ripetitivi può causare disturbi anche senza un singolo episodio di sforzo evidente.

Quali sintomi non vanno sottovalutati?
Alcuni segnali indicano che il disturbo non è più un semplice affaticamento muscolare. Il documento Inail-Contarp, riassunto da PuntoSicuro (2021), collega le posizioni scorrette di mani e polsi a tendinite e al rischio di sindrome del tunnel carpale, soprattutto quando il polso resta appoggiato. Distinguere i sintomi aiuta a capire quando la situazione va osservata con più attenzione.
Dolore localizzato che peggiora con l’uso
Il dolore da sovraccarico tendineo è circoscritto a un punto preciso del polso, dell’avambraccio o della base del pollice. Aumenta durante l’uso prolungato del mouse e si attenua con il riposo. Se il fastidio compare sempre nello stesso punto e cresce nel corso della giornata lavorativa, conviene annotarne la durata e l’attività che lo scatena, così da avere un quadro chiaro di cosa accade.
Formicolio e intorpidimento di pollice, indice e medio
Il formicolio o l’intorpidimento delle prime tre dita è il segnale tipico di una compressione del nervo mediano nel tunnel carpale. Può comparire con il polso piegato o appoggiato sul bordo della scrivania. Se la sensazione si ripete durante il lavoro e non scompare con un cambio di postura, va considerata un segnale d’allarme e non un fastidio passeggero.
Sintomi notturni e perdita di forza
I disturbi che svegliano di notte, o che costringono a scuotere la mano per recuperare sensibilità, sono diversi dal dolore da uso, perché persistono anche a riposo. La perdita di forza è il segnale più significativo: difficoltà a stringere una penna, a girare una chiave o a reggere una tazza, oppure oggetti che cadono senza motivo apparente, indicano che il nervo o il tendine non svolgono più bene la loro funzione.
| Sintomo | Come si manifesta | Perché preoccupa |
|---|---|---|
| Dolore localizzato | Punto preciso su polso o base del pollice, peggiora con il mouse | Indica un sovraccarico del tendine, non una fatica generica |
| Formicolio | Pollice, indice e medio, spesso dopo ore di appoggio del polso | Possibile compressione del nervo mediano |
| Sintomi notturni | Risveglio con intorpidimento, necessità di scuotere la mano | Persistono anche a riposo |
| Perdita di forza | Difficoltà a stringere, oggetti che cadono | Funzione motoria compromessa |
Cosa fare subito se il polso fa male
Se il polso duole durante o dopo il lavoro al computer, la prima misura è interrompere il gesto che sovraccarica la struttura. Il dolore è un segnale da non ignorare.
Riposo funzionale e interruzione del gesto ripetitivo
Il riposo funzionale consiste nel sospendere o ridurre i movimenti che provocano dolore, senza necessariamente immobilizzare l’arto. In pratica:
- smettete di usare il mouse per le operazioni che si possono fare da tastiera, con le scorciatoie;
- alternate, quando è possibile, la mano dominante con quella non dominante per le azioni essenziali;
- evitate movimenti di precisione prolungati, come trascinamenti ripetuti o doppi clic in sequenza;
- riducete la digitazione intensiva finché il fastidio non diminuisce.
Applicazione di freddo e controllo del dolore
Il freddo locale è una misura comunemente usata per attenuare il dolore acuto. Va applicato avvolgendo la fonte fredda in un telo, senza contatto diretto con la pelle. Le fonti ufficiali consultate non precisano durate né frequenze: procedete con prudenza e interrompete l’applicazione in caso di intorpidimento o arrossamento marcato.
Evitare di forzare il polso in estensione
Tenere il polso piegato verso l’alto (in estensione) mentre si usa il mouse è una posizione da evitare. Non appoggiate il polso su bordi duri della scrivania e non lasciatelo sollevato per lunghi periodi. Il polso neutro, allineato con l’avambraccio, riduce la tensione sulle strutture del polso.
| Azione | Obiettivo | Da evitare |
|---|---|---|
| Riposo del gesto ripetitivo | Ridurre il carico sul tendine | Proseguire con lo stesso movimento nonostante il dolore |
| Freddo indiretto | Attenuare il dolore acuto | Contatto diretto del ghiaccio con la pelle |
| Polso in posizione neutra | Limitare la tensione sul tunnel carpale | Appoggio su bordi rigidi o polso piegato verso l’alto |
Se il dolore persiste nel tempo, compare di notte o si accompagna a formicolio o perdita di forza, consultate il medico, senza attendere che il disturbo passi da solo.
Come regolare mouse, tastiera e scrivania
La flessione del polso dipende in larga parte da come sono disposti mouse, tastiera e piano di lavoro. Le regolazioni seguenti mirano a mantenere il polso in posizione neutra.
Altezza del piano e posizione dei gomiti
Regoli l’altezza del piano in modo che, con le spalle rilassate, i gomiti restino vicini al corpo e gli avambracci possano appoggiarsi senza sollevare le spalle. Se il piano è troppo alto, le spalle si alzano e le mani scendono sulla tastiera in flessione. Se è troppo basso, il polso si piega verso l’alto per raggiungere i tasti. In entrambi i casi il polso lavora fuori asse. Se il piano non è regolabile, si può adattare l’altezza della sedia e usare un poggiapiedi, in modo da mantenere questa posizione.
Mouse vicino alla tastiera
Collochi il mouse sullo stesso piano della tastiera, a breve distanza, senza allungare il braccio. Se il mouse è lontano, il braccio si protende, la spalla si carica e il polso tende a piegarsi. Ogni spostamento della mano tra tastiera e mouse richiede un movimento in più del polso: avvicinare il dispositivo riduce il numero di questi spostamenti.
Polso in asse e uso del poggiapolso
Mantenga il polso in linea con l’avambraccio, senza piegarlo verso l’alto, verso il basso o lateralmente.
Il poggiapolso serve ad appoggiare il palmo o la base della mano durante le pause dalla digitazione. Durante la scrittura e l’uso del mouse, il polso deve restare libero di muoversi, quindi il poggiapolso non va usato come punto di appoggio attivo.
Impugnatura del mouse
Impugni il mouse con la mano rilassata, senza stringerlo. Il movimento deve partire dall’avambraccio e non dal solo polso.
Controllo rapido:
| Elemento | Verifica |
|---|---|
| Piano di lavoro | Gomiti vicini al corpo con spalle rilassate |
| Mouse | Accanto alla tastiera, senza braccio proteso |
| Polso | In linea con l’avambraccio durante l’uso |
| Impugnatura | Mano rilassata, movimento dall’avambraccio |
Pause e stretching per polso e avambraccio
Durante la pausa, gli esercizi di mobilità servono a rilassare i muscoli di polso, avambraccio e dita, e a riposare la vista. Le pause vanno usate per movimenti che contrastino la posizione mantenuta alla scrivania, cioè la flessione del polso appoggiato sul mouse.
Stretching dei flessori del polso
I flessori sono i muscoli del lato del palmo. Sono i più sollecitati quando il polso resta piegato verso il basso per lunghi periodi.
- Stenda il braccio davanti a sé con il palmo rivolto verso l’alto e le dita distese.
- Con l’altra mano, afferri le dita e le tiri dolcemente verso il basso, fino a sentire una tensione leggera nell’avambraccio.
- Mantenga la posizione alcuni secondi, poi rilasci. Ripeta con l’altro braccio.
Non cerchi una tensione forte. Se avverte dolore o formicolio, interrompa il movimento.
Stretching degli estensori del polso
Gli estensori si trovano nel lato del dorso della mano. Si affaticano soprattutto quando il polso è sollevato per muovere il mouse.
- Stenda il braccio con il palmo rivolto verso il basso.
- Con l’altra mano, pieghi delicatamente il polso verso il basso, portando le dita verso il pavimento.
- Mantenga la posizione alcuni secondi, poi rilasci.
Rotazioni e mobilitazione di polso e dita
Questi movimenti non richiedono attrezzi e possono essere eseguiti anche senza alzarsi.
| Movimento | Zona interessata | Come eseguirlo |
|---|---|---|
| Cerchi del polso | Articolazione del polso | Ruoti lentamente il polso in un senso, poi nell’altro, con il braccio appoggiato sul piano |
| Apertura e chiusura | Dita e palmo | Apra la mano distendendo le dita, poi la chiuda in un pugno morbido, senza stringere con forza |
| Opposizione del pollice | Pollice e mano | Tocchi con il pollice la punta di ciascun dito, in sequenza |
| Inclinazione laterale | Polso | Porti la mano verso il pollice e poi verso il mignolo, mantenendo l’avambraccio fermo |
Esercizi per rilassare la vista
Il documento Inail-Contarp indica tra le misure di prevenzione l’uso delle pause per esercizi che rilassino muscoli e vista. In pratica:
- Distolga lo sguardo dallo schermo e fissi un punto lontano, a differenti profondità.
- Sbatta le palpebre lentamente più volte, per reidratare la superficie dell’occhio.
- Muova gli occhi lentamente in alto, in basso e lateralmente, senza muovere la testa.

Quanto devono durare le pause al videoterminale?
La normativa italiana prevede una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale. La regola è contenuta nel D.Lgs. 81/2008, articolo 175, comma 3, e si applica in assenza di contrattazione collettiva. La pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti vale in assenza di una diversa disciplina nella contrattazione collettiva: se esiste un contratto collettivo applicabile, le condizioni vanno verificate lì.
| Elemento | Valore previsto |
|---|---|
| Durata della pausa | quindici minuti |
| Intervallo di riferimento | ogni centoventi minuti di applicazione continuativa |
| Riferimento normativo | D.Lgs. 81/2008, art. 175, comma 3 |
| Condizione di applicazione | assenza di contrattazione collettiva |
Il parametro è il lavoro continuativo al videoterminale, non l’intera giornata. Dopo due ore di digitazione e di uso del mouse senza interruzioni, la pausa di quindici minuti spetta, se non c’è una diversa previsione della contrattazione collettiva applicabile. Le fonti consultate non precisano come vadano conteggiate le interruzioni più brevi, quindi non è possibile stabilire una regola numerica per quel caso.
Il ruolo della contrattazione collettiva è centrale. La norma stabilisce il criterio legale come riferimento residuale: quando esiste un accordo collettivo applicabile al proprio settore, è quell’accordo a orientare l’organizzazione delle pause. Per conoscere le condizioni precise, occorre consultare il contratto collettivo applicabile al proprio settore. In caso di dubbi o controversie sull’applicazione delle pause, conviene rivolgersi al sindacato, alla rappresentanza dei lavoratori in azienda o a una consulenza legale.
Quando rivolgersi al medico?
Conviene rivolgersi al medico se il dolore persiste nonostante il riposo e le modifiche al lavoro. Se compaiono formicolio o intorpidimento, disturbi notturni o perdita di forza, non bisogna attendere. Tendinite e sindrome del tunnel carpale hanno origine simile e sintomi che si sovrappongono, quindi la distinzione spetta al medico e non all’autovalutazione.
Dolore persistente nonostante riposo e misure
Un fastidio che resta anche dopo aver ridotto l’uso del mouse, sistemato il polso durante l’appoggio e rispettato le pause previste dalla legge merita una visita. Il D.Lgs. 81/2008, art. 175, comma 3, prevede in assenza di contrattazione collettiva una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale. Se il dolore non cede con questi accorgimenti, è il segnale per rivolgersi al medico.
Prima della visita conviene annotare:
- da quanto tempo dura il dolore;
- in quali momenti compare (durante il lavoro, la notte o al movimento);
- quali gesti o posizioni lo peggiorano;
- quante ore al giorno utilizzate il mouse.
Visita ortopedica o fisiatrica
Lo specialista di riferimento è l’ortopedico o il fisiatra. La visita comprende la raccolta della storia clinica e lavorativa, con domande sulla postazione e sul ritmo di lavoro, seguita dall’esame di polso, mano e avambraccio. Descrivere con precisione come si svolge la giornata lavorativa aiuta il medico a collegare i sintomi all’attività al computer.
Esami diagnostici
Il medico sceglie gli esami in base ai sintomi riferiti e ai risultati della visita. Non tutti sono necessari in ogni caso.
| Esame | Cosa valuta | Quando viene richiesto |
|---|---|---|
| Visita ortopedica o fisiatrica | Dolore, mobilità e forza di polso e mano | Primo passo in caso di dolore persistente |
| Ecografia | Strutture molli come tendini e guaine tendinee | Per verificare un’infiammazione dei tendini |
| Elettromiografia | Funzionalità di nervi e muscoli | Quando si sospetta un coinvolgimento nervoso, come nella sindrome del tunnel carpale |
Smart working: come organizzare la postazione a casa
Una postazione domestica ergonomica richiede tre elementi che lavorano insieme: una sedia con supporto lombare, uno schermo posizionato in modo da non far flettere il collo e uno spazio di lavoro stabile e libero. Secondo la sintesi PuntoSicuro del documento Inail-Contarp (2021), il mantenimento di una postura corretta dipende proprio dall’organizzazione della postazione, in particolare da sedia, supporto lombare e schermo.
Scelta della sedia e supporto lombare
La sedia è il punto di partenza. Conviene scegliere un modello con altezza regolabile, schienale che sostenga la zona lombare e braccioli che permettano di appoggiare gli avambracci senza sollevare le spalle. Il supporto lombare serve a mantenere la curvatura naturale della schiena, evitando che il busto ricada in avanti o si accasci all’indietro. Può essere integrato nello schienale oppure aggiunto con un cuscino dedicato.
Durante la regolazione, i piedi devono poggiare stabilmente a terra o su un poggiapiedi, e le ginocchia non devono risultare sollevate rispetto ai fianchi. Lo schienale va usato per intero, senza lasciare la zona lombare scoperta.
Altezza e distanza dello schermo dagli occhi
Lo schermo va posizionato di fronte alla postazione, con il bordo superiore all’altezza degli occhi, così da non dover inclinare il capo verso l’alto o verso il basso per tutta la giornata. Questo intervento riguarda collo e spalle tanto quanto la vista.
Per la distanza, lo schermo deve trovarsi a una misura tale da leggere il testo senza avvicinarsi né piegare il busto in avanti. Se si utilizza un portatile, un supporto rialzato permette di portare lo schermo all’altezza corretta, mentre tastiera e mouse esterni vanno tenuti separati.
Tavolo dedicato e spazio libero
Un tavolo dedicato, separato da letto e divano, mantiene sedia e schermo in posizione stabile nel tempo. Lo spazio deve consentire di muovere le braccia e di cambiare postura senza urtare oggetti. Conviene liberare il piano da cavi e materiali non necessari, lasciando davanti alla tastiera un’area sgombra dove appoggiare gli avambracci.
| Elemento | Obiettivo | Verifica pratica |
|---|---|---|
| Sedia con supporto lombare | Mantenere la curvatura lombare | Schiena appoggiata, piedi a terra |
| Schermo | Ridurre la flessione del collo | Bordo superiore all’altezza degli occhi |
| Tavolo dedicato | Stabilità e spazio libero | Piano sgombro, spazio per muovere le braccia |
Domande frequenti
Ogni quanto è obbligatorio fare una pausa al videoterminale?
In assenza di contrattazione collettiva, il D.Lgs. 81/2008 (art. 175, comma 3) riconosce al lavoratore al videoterminale una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa, secondo Normattiva (2008). Il conteggio riguarda il lavoro continuativo allo schermo, quindi le pause vanno programmate sul tempo effettivo di utilizzo.
Basta fare pause per prevenire la tendinite da mouse?
Le fonti consultate indicano le pause come una misura di prevenzione da abbinare ad altri interventi, non come soluzione isolata. Secondo PuntoSicuro (2021), sintesi del documento Inail-Contarp, la prevenzione prevede esercizi di rilassamento per muscoli e vista e una postazione organizzata, con sedia, supporto lombare e schermo disposti per mantenere una postura corretta.
La tendinite da mouse e la sindrome del tunnel carpale sono la stessa cosa?
No: la tendinite è l’infiammazione di un tendine, mentre la sindrome del tunnel carpale coinvolge il nervo mediano che passa nel polso. Secondo PuntoSicuro (2021), posizioni scorrette del polso, soprattutto con il polso appoggiato, comportano un rischio di sindrome del tunnel carpale, quindi la postura del polso è rilevante per entrambi i disturbi.