Sì, è possibile allestire una postazione smart working in camera da letto, purché la stanza offra spazio sufficiente per una scrivania stabile, un’area visivamente separata dal letto e condizioni adatte alle videochiamate. Secondo il documento INAIL-Contarp riportato da PuntoSicuro (2021-06-04), il piano deve lasciare almeno 70 cm di profondità per le gambe sotto la scrivania.

Si può lavorare in camera da letto?

Superficie minima per una postazione stabile

Il piano di lavoro deve essere stabile, con bordi arrotondati e abbastanza ampio per le attrezzature. Le misure da verificare prima di scegliere la stanza sono queste:

ParametroValore indicatoFonte
Profondità del piano per le gambeAlmeno 70 cmINAIL-Contarp, riportato da PuntoSicuro (2021-06-04)
Distanza dello schermo dagli occhi50-70 cmGi Group, 2022-12-01

Lo spazio in profondità deve quindi contenere sia le gambe sia la distanza dello schermo. Una stanza in cui il letto occupa gran parte della superficie lascia spesso poco margine per queste misure.

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Rumore domestico e privacy nelle videochiamate

Secondo Gi Group (2022-12-01), la quiete aiuta la concentrazione. Le fonti ufficiali consultate non precisano livelli di rumore accettabili in decibel, quindi conviene valutare la stanza con una prova pratica: effettuare una videochiamata di test nell’orario di lavoro e verificare i rumori provenienti dagli altri ambienti della casa.

Per la privacy, controlli cosa compare nell’inquadratura della webcam. Il letto e i tessuti personali dovrebbero restare fuori campo, con uno sfondo neutro e ordinato alle spalle.

Compatibilità tra lavoro diurno e qualità del sonno

Secondo Gi Group (2022), in camera da letto la quiete favorisce la concentrazione, ma vedere l’attrezzatura da ufficio, anche stando sdraiati, ostacola il riposo. Prima di scegliere la posizione della scrivania conviene quindi verificare cosa resta visibile dal letto a fine giornata: documenti sparsi o un monitor lasciato acceso continuano a ricordare che il lavoro non è finito. La scelta dell’angolo va fatta pensando alla linea di vista dal cuscino, non solo allo spazio disponibile.

Si può lavorare in camera da letto?

Dove mettere la scrivania

La collocazione della scrivania in camera da letto dipende da tre fattori: l’orientamento del piano rispetto a pareti e porta, lo spazio libero per muoversi tra letto e armadi e la posizione delle prese elettriche. Le indicazioni dell’INAIL-Contarp riportate da PuntoSicuro (2021) riguardano soprattutto la postazione davanti allo schermo. Gi Group (2022) affronta invece il rapporto tra attrezzatura da lavoro e zona notte.

Orientamento rispetto a parete e porta

Se il piano è addossato a una parete laterale, lo schermo finisce per essere girato di traverso e il collo lavora in torsione. Conviene valutare prima la direzione del frontale e poi l’allineamento con la parete.

Anche la porta va considerata. Una postazione con le spalle rivolte al passaggio costringe a voltarsi a ogni passaggio di persone. Le fonti consultate non stabiliscono una distanza minima dalla porta, quindi la scelta resta una valutazione di spazio e di abitudine.

Distanza da letto e armadi

La separazione visiva dal letto è un criterio importante, da valutare insieme a orientamento, spazio di movimento e prese.

Le fonti ufficiali consultate non precisano invece le distanze minime per la circolazione tra letto, armadi e scrivania. Conviene quindi lasciare libero un percorso sufficiente per passare senza urtare mobili e cavi, senza fissare misure non verificate.

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Prese elettriche e gestione dei cavi

Le fonti consultate non trattano le prese elettriche né la gestione dei cavi. Le indicazioni che seguono sono pratiche generali.

  • Scegliere una posizione in cui la presa sia raggiungibile senza prolunghe che attraversino il pavimento.
  • Fissare i cavi lungo la parete o sotto il piano, lontano dalla zona di passaggio.
  • Verificare che il cavo di alimentazione non passi sotto il letto o dietro gli armadi, dove è difficile controllarlo.

Sedia e scrivania: le misure giuste

Per una seduta corretta alla scrivania, il documento INAIL-Contarp «La postazione al Videoterminale», riportato da PuntoSicuro (2021), indica un angolo lombare di 90-100°. Sedia e piano vanno scelti insieme, perché determinano la posizione del bacino, delle gambe e delle braccia.

ParametroValore indicatoRiferimento
Angolo tra zona lombare e seduta90-100°Documento INAIL-Contarp (2013), riportato da PuntoSicuro (2021)

Angolo lombare rispetto alla seduta

La seduta deve sostenere la zona lombare con un angolo lombare di 90-100° rispetto alla seduta (INAIL-Contarp, riportato da PuntoSicuro, 2021). Come indicazione pratica, conviene sedersi con il bacino appoggiato al fondo dello schienale e controllare che la zona lombare sia sostenuta senza che la schiena si incurvi in avanti. Secondo l’intervista a un esperto del laboratorio di ergonomia INAIL, riportata da PuntoSicuro (2023), la sedia ideale è regolabile in altezza; in assenza di questa regolazione, i cuscini possono aiutare con altezza e sostegno del tronco.

Base a cinque razze e poggiapiedi

Il documento INAIL-Contarp indica una base a cinque razze come struttura di appoggio della sedia. Quando i piedi non poggiano stabilmente sul pavimento, è necessario un poggiapiedi. Il controllo è semplice: con la schiena appoggiata, le piante dei piedi devono appoggiare in modo stabile. Se i piedi non toccano stabilmente il suolo, il poggiapiedi compensa la differenza.

Profondità del piano e appoggio per braccia

Il piano di lavoro deve essere stabile, con bordi arrotondati e abbastanza ampio per le attrezzature. Lo spazio libero di almeno 70 cm di profondità sotto il piano serve a far stare le gambe sotto la scrivania senza ostacoli. Gli avambracci devono restare paralleli al piano, e il piano deve lasciare 10-20 cm di appoggio per polsi e avambracci (INAIL-Contarp, riportato da PuntoSicuro, 2021).

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Come posizionare schermo e portatile

La posizione dello schermo determina l’angolo di collo e spalle per tutta la giornata di lavoro. Secondo il documento INAIL-Contarp “La postazione al Videoterminale”, riportato da PuntoSicuro (2021), lo schermo non deve stare più in alto degli occhi, e testa e collo devono restare dritti. In camera da letto il piano è spesso più basso e meno regolabile di una scrivania da ufficio, quindi altezza, distanza e allineamento vanno verificati con cura.

Altezza del bordo superiore

Il bordo superiore dello schermo va posizionato all’altezza degli occhi o leggermente sotto. Francesco Draicchio, del laboratorio di ergonomia INAIL, indica questa quota per mantenere il collo in posizione neutra (PuntoSicuro, intervista a esperto INAIL, 2023). Gi Group (2022) indica il bordo superiore leggermente sotto il livello degli occhi.

Se il piano è basso, lo schermo può essere sollevato con un supporto stabile, purché il bordo superiore resti nella fascia indicata.

Distanza dagli occhi

Gi Group (2022) indica una distanza di 50-70 cm tra occhi e schermo. Per verificarla, si misura da seduti, con la schiena appoggiata allo schienale, perché avvicinarsi o allontanarsi con il busto cambia il valore reale.

Schermo frontale, non di lato

Schermo e tastiera vanno posti davanti all’operatore. Se l’uso è continuo, non vanno posizionati di lato. Il centro dello schermo deve trovarsi in linea con il centro del corpo, così che il collo non debba ruotare per leggere il contenuto.

Tastiera esterna con portatile rialzato

Il portatile appoggiato direttamente sul piano costringe a tenere lo schermo basso e a curvare la schiena. Per questo Draicchio (PuntoSicuro, 2023) consiglia di usare una tastiera esterna insieme a uno schermo rialzato, collegando il portatile a una tastiera separata e sollevando lo schermo fino alla quota corretta.

La tastiera va posizionata in modo che i gomiti restino vicini al corpo e i polsi appoggino senza piegarsi.

ParametroValore indicatoFonte
Distanza tra occhi e schermo50-70 cmGi Group (2022)
Bordo superiore dello schermoAll’altezza degli occhi o leggermente sottoDraicchio, INAIL (2023); Gi Group (2022)
Altezza massima dello schermoNon più in alto degli occhiINAIL-Contarp, riportato da PuntoSicuro (2021)

Luce e riflessi in camera

In camera da letto la luce cambia nel corso della giornata e l’illuminazione è spesso pensata per il riposo, non per il lavoro al computer. Il criterio di base è impedire che la luce colpisca direttamente lo schermo o si rifletta su di esso, perché l’abbagliamento e i riflessi sullo schermo affaticano la vista.

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Orientamento delle finestre rispetto allo schermo

La finestra va considerata come fonte di luce separata dallo schermo. Secondo Gi Group (2022), la luce naturale deve arrivare di lato rispetto allo schermo. Una finestra alle spalle di chi guarda genera riflessi sullo schermo, mentre una finestra posta davanti allo schermo, quindi di fronte a chi guarda, produce controluce.

Tende e regolazione della luminosità ambientale

Le tende, le tapparelle o le veneziane sono lo strumento più semplice per modulare la luce durante la giornata. Conviene regolarle in base all’ora e all’inclinazione del sole, chiudendole solo in corrispondenza dei punti in cui la luce diretta colpisce il monitor. Lasciare aperta la parte della finestra non esposta allo schermo permette di mantenere la luce naturale senza abbagliamento. Per la luminosità complessiva, è utile verificare che la stanza non abbia zone molto scure accanto a zone molto chiare, perché questo contrasto aumenta lo sforzo di adattamento della vista.

Lampada da scrivania e temperatura del colore

Secondo Gi Group (2022), per evitare abbagliamento e affaticamento visivo è utile una lampada regolabile. La lampada va orientata per illuminare il piano di lavoro e i documenti, senza puntare direttamente verso lo schermo. Le fonti ufficiali consultate non precisano una temperatura del colore di riferimento, quindi la scelta dipende dalla percezione personale: conviene provare la luce a diverse intensità e fermarsi su quella che non produce affaticamento a fine giornata.

Fonte di lucePosizione consigliataRischio se mal posizionata
FinestraLaterale rispetto allo schermoRiflessi o luce diretta sul monitor
Tende o tapparelleRegolate in base all’ora e al soleLuce solare diretta sullo schermo
Lampada da scrivaniaRegolabile, orientata sul piano di lavoroAbbagliamento e affaticamento visivo

Luce e riflessi in camera

Come separare lavoro e riposo

Separare lavoro e riposo in camera da letto significa definire uno spazio e un orario in cui la postazione è attiva, e uno spazio e un orario in cui non lo è. Secondo Gi Group (2022), la quiete della camera favorisce la concentrazione, ma vedere l’attrezzatura da ufficio, anche stando sdraiati, ostacola il riposo. Il problema quindi non è solo la scrivania, ma il fatto che il lavoro resti sempre visibile. Per ridurre questo effetto servono tre interventi: postazione chiusa a fine giornata, attrezzatura non visibile in zona notte e orari fissi di inizio e fine attività.

Chiudere la postazione a fine giornata

Spegnere lo schermo non basta a interrompere il lavoro dal punto di vista visivo. Conviene chiudere la postazione in modo fisico, con una sequenza sempre uguale:

  • salvare i file e chiudere le applicazioni di lavoro;
  • spegnere il computer portatile o il monitor;
  • riporre tastiera, mouse, cavi e documenti in un contenitore o in un mobile con anta;
  • richiudere o riporre la scrivania, se è ripiegabile.

Ripetere la stessa sequenza ogni sera aiuta a trasformare la chiusura in un gesto abituale e riconoscibile.

Tenere l’attrezzatura fuori dalla vista in zona notte

Secondo Gi Group (2022), un séparé mobile o una scrivania ripiegabile aiutano a separare lavoro e riposo. Se si lavora da casa solo per pochi giorni, il materiale può essere riposto in un mobile. Le soluzioni principali sono riassunte nella tabella seguente.

SoluzioneIndicazione delle fontiFonte
Séparé mobileAiuta a separare l’area di lavoro dalla zona riposoGi Group (2022)
Scrivania ripiegabileSi richiude a fine giornata, rendendo invisibile la postazioneGi Group (2022)
Mobile con antaAdatto se si lavora da casa solo pochi giorni: vi si ripone il materialeGi Group (2022)
Area di lavoro dedicataDa delimitare, se possibile, per separare lavoro e vita privataPuntoSicuro (2023), intervista a Francesco Draicchio, laboratorio di ergonomia INAIL

Fissare orari di inizio e fine attività

Le fonti consultate non indicano un orario preciso di inizio o di fine attività, quindi la scelta dipende dalle esigenze di ciascuno e dagli accordi con il datore di lavoro. Ciò che conta è la costanza: un orario di apertura e uno di chiusura, sempre gli stessi, definiscono quando la camera torna a essere solo camera. Conviene scriverli e applicarli come una routine, con l’apertura della postazione all’inizio e la chiusura alla fine della giornata lavorativa.

Quali pause e stretching servono?

Chi lavora per molte ore davanti allo schermo ha bisogno di interrompere due situazioni: la messa a fuoco ravvicinata prolungata e il mantenimento di una stessa postura. Un esperto INAIL, intervistato da PuntoSicuro (2023), indica come riferimento la regola 20-20-20, proposta dall’International Ergonomics Association: ogni circa 20 minuti si guarda per 20 secondi un punto posto a circa 6 metri di distanza. Questa pausa visiva non richiede di alzarsi dalla postazione, ma va ripetuta con regolarità, anche quando il lavoro sembra non lasciare spazi.

La regola 20-20-20 in pratica

ElementoIndicazione
Frequenzaogni circa 20 minuti
Durata20 secondi
Punto da osservareun oggetto a circa 6 metri
Origine indicataInternational Ergonomics Association, citata da un esperto INAIL (PuntoSicuro, 2023)

Per applicarla, si può scegliere un punto stabile già presente nella stanza, come un elemento lontano visibile dalla finestra o dalla porta, e rilassare lo sguardo su di esso. Il timer del telefono o un promemoria del computer aiutano a non dimenticare la pausa durante i periodi di concentrazione intensa.

Mobilità per collo e spalle

La pausa visiva non sostituisce il movimento del tratto cervicale e delle spalle, che nel lavoro al computer tendono a irrigidirsi quando la testa resta in avanti per lungo tempo. Gli esercizi seguenti sono movimenti generali di mobilità: vanno eseguiti lentamente, senza forzare. Se compare dolore, vanno interrotti; se il dolore persiste o si accompagna a formicolio o debolezza ad arti e mani, è necessario rivolgersi al medico senza attendere; in caso di debolezza improvvisa o dolore intenso, contattare subito il medico o i servizi di emergenza.

  • Rotazione del collo: girare la testa lentamente verso destra e poi verso sinistra, con le spalle ferme.
  • Inclinazione laterale: avvicinare l’orecchio alla spalla senza sollevare la spalla stessa, alternando i due lati.
  • Rotazione delle spalle: portare le spalle in alto, indietro e in basso con un movimento circolare continuo.
  • Retrazione scapolare: avvicinare le scapole tra loro, poi rilasciarle, mantenendo il petto aperto.

Le fonti consultate non indicano una frequenza precisa per questi esercizi. Conviene inserirli nelle pause visive, così da unire i due gesti in un’unica interruzione breve.

Cosa può fornire il datore di lavoro?

Nel lavoro agile svolto in camera da letto, Nel lavoro agile svolto in camera da letto, ciò che il datore di lavoro verifica, fornisce o rimborsa (strumentazione, arredi, accessori) dipende dall’accordo individuale di lavoro agile e dall’eventuale contratto collettivo applicato. In caso di dubbi, conviene rivolgersi al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, al sindacato o a una consulenza legale. Le fonti ufficiali consultate non stabiliscono un elenco fisso di attrezzature valido per tutti: ciò che viene messo a disposizione dipende dall’accordo individuale e dal tipo di attività svolta.

Valutazione del posto di lavoro

La valutazione riguarda la postazione in cui si svolge l’attività, anche quando è domestica. Le fonti ufficiali consultate non precisano le modalità con cui questa verifica debba essere condotta in ambito domestico. Per indirizzarla, si possono controllare alcuni punti indicati dagli esperti:

  • Illuminazione: la luce naturale deve arrivare di lato rispetto allo schermo, con una lampada regolabile per evitare abbagliamento e affaticamento visivo, secondo Gi Group (dicembre 2022).
  • Riflessi: vanno evitati riflessi e luce diretta sul monitor, come indicato da un esperto dell’INAIL in un’intervista pubblicata da PuntoSicuro (febbraio 2023).
  • Area dedicata: se possibile, va delimitata un’area di lavoro separata dalla vita privata, sempre secondo l’intervista all’esperto INAIL.

Fornitura di attrezzature previste dall’accordo

AttrezzaturaCosa verificare nell’accordo
Attrezzatura necessaria alla postazione (ad es. lampada regolabile, tastiera esterna, supporto per lo schermo)Se è fornita dall’azienda o a carico del lavoratore, e chi risponde della sostituzione

Contributi per arredi o accessori domestici

Le fonti ufficiali consultate non precisano importi, percentuali o modalità di rimborso per arredi o accessori domestici. In questo caso conviene chiedere all’azienda, per iscritto, se e quali elementi siano rimborsabili e con quali documenti, secondo quanto previsto dall’accordo individuale o dal contratto collettivo.

Domande frequenti

Quanto spazio serve sotto la scrivania in camera da letto?

Secondo INAIL-Contarp, riportato da PuntoSicuro (2021-06-04), serve almeno 70 cm di profondità libera per le gambe sotto il piano. La distanza tra occhi e schermo è una misura separata, da 50 a 70 cm secondo Gi Group (2022-12-01).

Posso usare il portatile sulla scrivania di casa?

Con il portatile la postura tende a curvarsi, come indica Francesco Draicchio dell’INAIL (PuntoSicuro, 2023-02-15). Per ridurre il problema conviene usare una tastiera esterna e un supporto che porti il bordo superiore dello schermo all’altezza degli occhi o poco sotto.

Come disporre la luce rispetto allo schermo?

Gi Group (2022-12-01) indica che la luce naturale deve arrivare di lato rispetto allo schermo, integrata da una lampada regolabile. Le stesse fonti raccomandano di evitare riflessi e luce diretta sul monitor.

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