Per passare gradualmente dalla seduta alla postazione in piedi, conviene aumentare il tempo trascorso in piedi per fasi successive. Secondo Omni Calculator (2026), il punto di partenza è compreso tra 30 e 60 minuti al giorno, perché un cambio brusco di postura può causare dolori a schiena, gambe e piedi. Cose di Casa (2026) indica inoltre di alternare seduta e piedi circa ogni 30 minuti, se possibile.
Carico statico da seduti e alternanza delle posizioni
Restare seduti per ore davanti al videoterminale mantiene il corpo in una configurazione quasi invariata. Collo, spalle e schiena lavorano in modo statico, con pochi cambi di postura e meno micro-movimenti. Il problema non è soltanto la durata, ma la mancanza di variazione.
L’alternanza tra seduta e piedi interrompe questo carico continuo e distribuisce il lavoro muscolare su posizioni diverse.
Stare in piedi non equivale a fare esercizio fisico
Il vantaggio della postazione in piedi riguarda il cambio di postura, non l’aumento dell’attività fisica. Omni Calculator (2026) precisa che stare in piedi non equivale a fare esercizio fisico. Restare fermi in piedi per lunghi periodi produce una postura statica, diversa da quella seduta ma comunque immobile.

Frequenza consigliata per alternanza, movimento e pausa in piedi
Le tre indicazioni riguardano azioni diverse e provengono da editori differenti:
| Azione | Frequenza indicata | Fonte |
|---|---|---|
| Alternare seduta e in piedi | circa ogni 30 minuti, se possibile | Cose di Casa (2026) |
| Camminare e fare stretching | circa ogni mezz’ora | Omni Calculator (2026) |
| Pausa in piedi | circa dieci minuti ogni due ore, con scrivania regolabile in altezza | Greenstyle (2026) |
Non va quindi letta come un unico schema. Si tratta di tre suggerimenti separati, che Lei può combinare in base al proprio ritmo di lavoro.
Da quanto tempo stare in piedi all’inizio?
Chi passa per la prima volta a una postazione in piedi deve scegliere una durata iniziale prudente. Secondo Omni Calculator (2026), conviene partire da 30-60 minuti al giorno e aumentare il tempo gradualmente, invece di restare in piedi per l’intera giornata lavorativa fin dal primo giorno.
Il motivo è il cambio brusco di postura. La muscolatura e le articolazioni non sono ancora abituate al carico statico, e un passaggio improvviso può causare dolori a schiena, gambe e piedi. Il primo periodo va quindi trattato come fase di adattamento.
In pratica, Lei può:
- iniziare con un blocco di 30 minuti, per esempio durante una riunione in videochiamata o una fase di lettura, e portarlo a 60 minuti solo se non compaiono fastidi;
- indossare calzature comode e distribuire il peso in modo uniforme sui due piedi.
Come aumentare il tempo in piedi nel corso delle settimane
Il passaggio alla postazione in piedi richiede una progressione per fasi. L’intervallo 30-60 minuti indica un punto di partenza, non un obiettivo da raggiungere in una sola volta.
Per verificare la risposta del corpo, tenga un registro dei minuti in piedi. Ogni giorno annoti la data, i minuti trascorsi in piedi e la comparsa di eventuali dolori a schiena, gambe o piedi, anche lievi.
Il criterio prudenziale è l’assenza di dolore: il tempo in piedi va aumentato solo quando il livello attuale risulta tollerato per alcune giornate lavorative. Le fonti ufficiali consultate non precisano il numero di giornate né l’entità dell’incremento settimanale. Lei sceglie quindi il valore iniziale nell’intervallo e modifica il tempo in piedi in proporzione alla propria tolleranza.
Come regolare altezza di scrivania e schermo?
Per passare alla postazione in piedi senza sovraccaricare il corpo, regoli prima il piano di lavoro sulla posizione in piedi, poi adatti schermo e sedia alla posizione seduta. Ogni variazione va verificata subito, senza aspettare che il disagio compaia.
Altezza del piano in posizione in piedi
Imposti il piano con il lavoro in piedi e controlli queste condizioni:
- con le braccia lungo i fianchi, i gomiti restano piegati e vicini al busto;
- le spalle restano rilassate, senza sollevarsi per raggiungere la tastiera;
- i polsi restano allineati agli avambracci, senza piegarsi verso l’alto o verso il basso;
- tastiera e mouse sono appoggiati senza protendersi in avanti.
Quando passa alla posizione seduta, abbassi il piano fino a ritrovare le stesse condizioni con la sedia. Se la sedia non è regolabile in altezza, può usare un poggiapiedi per sostenere i piedi.
Bordo superiore dello schermo all’altezza degli occhi
Il bordo superiore dello schermo deve trovarsi all’altezza degli occhi, in modo da guardare leggermente verso il basso. Così il collo resta più vicino alla posizione neutra sia in piedi sia seduto. Se lo schermo è più basso, si tende a inclinare la testa in avanti; se è più alto, si tende a sollevare il mento. Quando cambia posizione, sposti lo schermo insieme al piano oppure usi un supporto regolabile che mantenga la stessa altezza.
Distanza e inclinazione del monitor
Lo schermo va collocato a una distanza di lettura comoda, senza doversi avvicinare o protendere per leggere il testo. Un’inclinazione eccessiva costringe il collo a piegarsi per leggere le parti alte o basse, quindi il monitor va orientato perpendicolarmente alla linea dello sguardo. Verifichi la regolazione anche con occhiali o lenti progressive, perché cambiano il punto di messa a fuoco.
Quali segnali indicano che sta esagerando?
Il corpo può segnalare un carico eccessivo in piedi con dolori a schiena, gambe e piedi, con gonfiore o con una stanchezza che non passa con il riposo.
Dolori persistenti a schiena, gambe, caviglie e piedi
Un fastidio che compare durante la giornata in piedi e non si attenua dopo qualche minuto da seduti è il primo indicatore da registrare. In particolare, osservi:
- peso o dolore alle caviglie a fine giornata;
- dolenzia alle gambe che aumenta con il tempo trascorso in piedi;
- dolore alla schiena che compare soltanto nelle fasi in piedi e cala in posizione seduta.
Un dolore che si presenta solo in piedi e si ripete ogni giorno indica che la durata attuale della fase in piedi supera quella che il corpo tollera in quel momento.
Gonfiore e comparsa di vene varicose
Secondo Omni Calculator (2026), stare in piedi a lungo può favorire la comparsa di vene varicose. Vanno osservati con attenzione questi segnali:
- il segno di calza o stivale resta visibile a fine giornata;
- le caviglie appaiono visibilmente più grosse rispetto al mattino;
- compaiono vene visibili, ingrossate o sporgenti sulle gambe.
Se questi sintomi sono persistenti, conviene rivolgersi al medico. Richiede invece una valutazione urgente, al pronto soccorso, un gonfiore improvviso, che interessa una sola gamba o che si accompagna a dolore, arrossamento, calore o difficoltà respiratoria.
Affaticamento che non passa con il riposo notturno
Una stanchezza alle gambe che persiste dopo una notte di riposo indica che il carico non è sostenibile nella forma attuale. Le fonti ufficiali consultate non precisano una soglia oraria universale oltre la quale il sovraccarico diventa rischioso, perché la tolleranza varia da persona a persona. Il criterio pratico resta quindi il recupero: se la gamba non torna normale dopo il riposo, il tempo in piedi va ridotto.
Quando compare uno di questi segnali, riduca il tempo in piedi e torni alla seduta per un intervallo più lungo. Se i sintomi persistono dopo la riduzione, sospenda la fase in piedi e consulti il medico prima di riprendere, ripartendo gradualmente solo quando il dolore è scomparso.

Pause al videoterminale: cosa prevede la norma?
Il riferimento legale per le pause al videoterminale è il D.Lgs. 81/2008, il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Secondo testo-unico-sicurezza.com (2008), in assenza di una disposizione del contratto collettivo il lavoratore ha diritto a una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa al videoterminale (art. 175, comma 3). Il comma 7 stabilisce che la pausa fa parte dell’orario di lavoro.
| Elemento | Previsione | Riferimento |
|---|---|---|
| Durata della pausa | 15 minuti | Art. 175, comma 3, D.Lgs. 81/2008 |
| Frequenza | Ogni 120 minuti di applicazione continuativa | Art. 175, comma 3, D.Lgs. 81/2008 |
| Condizione di applicazione | Assenza di una disposizione del contratto collettivo | Art. 175, comma 3, D.Lgs. 81/2008 |
| Natura della pausa | Parte dell’orario di lavoro | Comma 7, D.Lgs. 81/2008 |
La norma non impone la postazione in piedi né un tipo specifico di attività durante la pausa. Stabilisce soltanto il diritto a interrompere il lavoro al computer.
Per applicarla, registri l’inizio del lavoro continuativo al computer e conti 120 minuti. Allo scadere del periodo sospenda l’attività al videoterminale per 15 minuti, poi riavvii il conteggio.
Il ruolo del contratto collettivo
La soglia di 15 minuti ogni 120 è il regime previsto dalla legge in assenza di una disposizione specifica. Il contratto collettivo può disciplinare la materia in modo diverso. Prima di considerare la soglia legale come riferimento definitivo, verifichi quindi nel contratto applicato al proprio rapporto di lavoro se esiste una disciplina per le pause al videoterminale. In caso di dubbi, può confrontarsi con il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), con il sindacato o con un consulente del lavoro.
Stretching e camminata durante la giornata
Omni Calculator (2026) indica di camminare e fare stretching circa ogni mezz’ora. Conta soprattutto la regolarità, perché il movimento serve a interrompere la posizione mantenuta, anche quando la postazione in piedi è già in uso.
Camminata breve
Una camminata breve, anche lungo il corridoio o per raggiungere una stampante, sposta il carico da una zona del corpo all’altra. Nel telelavoro può bastare uno spostamento nello spazio domestico. Le fonti ufficiali consultate non indicano una durata minima precisa, quindi conviene scegliere un percorso che permetta di camminare senza fretta.
Esercizi da eseguire in pausa
Gli esercizi vanno eseguiti lentamente, con respiro regolare e senza movimenti a scatto. Se compare dolore, l’esercizio va interrotto e non ripetuto.
| Esercizio | Zona interessata | Modo di esecuzione |
|---|---|---|
| Rotazione lenta del capo | Collo | Ruoti la testa da un lato all’altro, senza forzare il movimento. |
| Cerchi di spalle | Spalle | Sollevi le spalle verso le orecchie, poi le riporti indietro e in basso. |
| Apertura del torace | Spalle e parte alta della schiena | Intrecci le dita dietro la schiena e allontani lentamente i gomiti. |
| Estensione lombare | Zona lombare | In piedi, appoggi le mani sui fianchi e inclini leggermente il busto all’indietro. |
| Sollevamento delle punte dei piedi | Polpacci e caviglie | In piedi, si alzi sulle punte e torni lentamente con i talloni a terra. |
Serve una scrivania regolabile in altezza?
Per alternare seduta e piedi con facilità è utile una scrivania regolabile in altezza. Con un piano fisso o con un ripiano sovrapposto che non si muove, il cambio di posizione richiede di spostare schermo, tastiera e documenti a ogni pausa. Prima di pianificare le pause, verifichi quindi che il piano si sollevi e si abbassi mantenendo monitor e tastiera sullo stesso asse di lavoro.
Secondo Greenstyle (2026), basta una pausa in piedi di circa dieci minuti ogni due ore, purché la scrivania sia regolabile in altezza. Lo stesso editore indica che la pausa aiuta a riallineare la colonna e a rilassare il collo.
Per organizzare la pausa:
- allo scadere del blocco di due ore al videoterminale, sollevi il piano fino a portarlo in posizione eretta;
- resti in piedi per circa dieci minuti, mantenendo lo schermo nella posizione di lavoro abituale;
- riporti il piano in posizione seduta e riprenda l’attività.
La pausa in piedi non sostituisce la pausa prevista dalla norma, che resta un diritto distinto.
Conclusione
Il passaggio alla postazione in piedi funziona meglio come percorso a fasi: si parte da 30-60 minuti al giorno, si alterna la posizione con regolarità e si tiene d’occhio la risposta del corpo. Il tempo in piedi va aumentato solo quando il livello attuale non produce dolore, e i segnali di sovraccarico richiedono un ritorno alla seduta.