Perché la zona lombare soffre alla scrivania
Alla scrivania la zona lombare si sovraccarica perché la posizione seduta riduce la curvatura naturale della colonna, aumenta il carico sui dischi intervertebrali e mantiene i muscoli del tronco quasi inattivi. Il disagio lombare alla scrivania è associato a più fattori, tra cui la posizione seduta mantenuta a lungo e la postura assunta davanti allo schermo. Il documento INAIL-Contarp indica come riferimento una schiena dritta con supporto lombare. Il documento INAIL-Contarp «La postazione al Videoterminale» (2013) indica come riferimento una schiena dritta con supporto lombare.
Flessione del tronco e carico sui dischi lombari
Quando il tronco si inclina in avanti per leggere lo schermo, scrivere o avvicinarsi alla tastiera, la colonna lombare tende a perdere la sua lordosi, cioè la curva fisiologica che la mantiene in equilibrio. In questa condizione il peso della parte superiore del corpo si sposta davanti alla colonna, e i dischi intervertebrali lavorano in modo sbilanciato. Questi dischi funzionano da ammortizzatori tra le vertebre: un carico prolungato e non distribuito uniformemente li sollecita in modo continuo, senza le brevi pause di scarico che si avrebbero camminando o cambiando posizione.
La flessione è spesso indotta da fattori del posto di lavoro, come uno schermo collocato troppo in basso, che porta a inclinare il capo e il tronco in avanti, o un piano di lavoro troppo distante dal corpo.
Muscoli lombari inattivi nella posizione statica
Restare fermi per molte ore significa che i muscoli erettori della colonna e i muscoli profondi del tronco si attivano poco e a bassa intensità. Il sostegno dinamico della colonna diminuisce e il tessuto muscolare tende a irrigidirsi. Il segnale più comune è la sensazione di rigidità al momento di alzarsi o di riprendere il lavoro dopo un periodo fermo.
La postura corretta, da sola, non basta a eliminare il problema, perché la posizione statica è di per sé un fattore di sollecitazione.
Aumento della pressione sui dischi da seduti
Le fonti consultate non quantificano la pressione sui dischi lombari da seduti. Si può dire solo, in termini qualitativi, che la seduta prolungata con il tronco inclinato in avanti sollecita la zona lombare più di una posizione ben supportata. La seduta, quindi, non è una posizione neutra per la zona lombare, anche se appare riposante. Le fonti ufficiali consultate non indicano valori numerici precisi per questa differenza, quindi il confronto resta qualitativo.
| Fattore | Meccanismo | Effetto sulla zona lombare |
|---|---|---|
| Flessione del tronco in avanti | Il peso del tronco si sposta davanti alla colonna | Aumento del carico sui dischi lombari |
| Perdita della lordosi | Appiattimento della curva lombare | Carico concentrato su porzioni specifiche del disco |
| Posizione statica prolungata | Scarsa attivazione dei muscoli del tronco | Rigidità e riduzione del sostegno dinamico |
| Schermo troppo basso | Inclinazione in avanti di capo e tronco | Aumento della flessione lombare |

Come regolare sedia e postazione
Il riferimento tecnico più citato in Italia per la postazione al videoterminale è il documento INAIL-Contarp «La postazione al Videoterminale», edizione marzo 2013, di cui PuntoSicuro (2021) riporta le indicazioni principali. Le regolazioni riguardano due elementi: la seduta e lo schermo. Conviene regolare prima la seduta, perché la sua altezza e la sua inclinazione determinano la posizione dei piedi e la distanza dallo schermo.
Il documento individua quattro parametri verificabili:
| Elemento | Indicazione | Come verificarla |
|---|---|---|
| Angolo schienale-seduta | Circa 90-100° | Da seduti, con la schiena appoggiata, regoli l’inclinazione dello schienale finché il tronco forma un angolo in questo intervallo rispetto alla seduta. |
| Supporto lombare | Schiena dritta con supporto lombare | Appoggi la zona bassa della schiena sul sostegno dello schienale, senza incurvarla in avanti né inarcarla all’indietro. |
| Piedi | Ben appoggiati sul pavimento | Verifichi che le piante tocchino il suolo. Se non è così, usi un poggiapiedi regolabile. |
| Schermo | Bordo superiore non oltre l’altezza degli occhi | Collochi lo schermo di fronte a Lei. Il bordo superiore deve restare alla linea degli occhi o più in basso. |
Per la seduta, la sequenza pratica è questa: regoli prima l’altezza, poi lo schienale fino all’angolo indicato, quindi il supporto lombare. Verifichi infine i piedi. Come prassi pratica, non indicata dal documento INAIL-Contarp, conviene regolare la seduta (altezza, schienale, supporto lombare), verificare i piedi e poi posizionare lo schermo, perché l’altezza degli occhi cambia con la seduta.
Il poggiapiedi va usato solo se i piedi non toccano il pavimento in modo stabile. Un appoggio che sostiene il peso in modo irregolare non soddisfa l’indicazione di piedi ben appoggiati, anche se la seduta è corretta.
Quali sono gli stretching lombari da fare da seduti?
Lo stretching della schiena da seduti proposto da Suva (Svizzera, 2026) si esegue direttamente sulla sedia di lavoro, senza attrezzatura né spazi dedicati. Il movimento consiste nel curvare la schiena con le braccia distese in avanti e la nuca rilassata.
Come eseguire il movimento
- Si sieda sulla sedia e distenda le braccia in avanti.
- Curvi la schiena, lasciando la nuca rilassata e senza forzare l’ampiezza del movimento.
- Mantenga la posizione per cinque cicli respiratori, respirando in modo regolare.
- Torni alla posizione di partenza. 4. Torni alla posizione di partenza. Se non avverte dolore, può ripetere l’esercizio una seconda volta (Suva indica 1-2 ripetizioni). Se compare dolore, interrompa subito e non ripeta.
Ripetizioni e frequenza settimanale
I parametri principali sono riassunti di seguito.
| Parametro | Indicazione Suva (2026) |
|---|---|
| Ripetizioni | 1-2 per esecuzione |
| Frequenza | Almeno 2-3 volte a settimana |
Per la frequenza, Suva consiglia di eseguire gli esercizi almeno due o tre volte a settimana, al lavoro o a casa. Organizzare due o tre sessioni fisse nella settimana aiuta a rendere l’esercizio regolare, mentre le sessioni brevi si integrano con le pause dinamiche distribuite nella giornata.
Esercizi di mobilità per busto e anche (indicazioni generali, non tratte dalle fonti: interrompere in caso di dolore)
Il lavoro seduto prolungato limita il movimento di colonna toracica e anche, perché il tronco resta quasi fermo e il bacino rimane in flessione per ore. Gli esercizi seguenti lavorano su tre aree: rotazione del busto, flessori dell’anca ed estensione della colonna toracica.
| Movimento | Area principale | Punto di controllo |
|---|---|---|
| Rotazione del busto | Colonna toracica | Bacino fermo sulla seduta |
| Allungamento dei flessori dell’anca | Parte anteriore dell’anca | Tronco eretto, nessuno scarto in avanti |
| Estensione toracica | Tratto alto della schiena | Movimento guidato dalle spalle, non dal collo |
Rotazione del busto da seduti
Sedersi con la schiena appoggiata allo schienale e i piedi appoggiati a terra. Ruotare il tronco verso un lato, iniziando il movimento dalla parte media della schiena, poi tornare al centro e ripetere dall’altro lato. Le spalle restano rilassate e le braccia accompagnano il movimento senza trascinarlo. Lo schienale deve sostenere la schiena durante la rotazione: se la sedia non lo permette, il movimento diventa instabile.
Mobilità dei flessori dell’anca
Il lavoro seduto mantiene l’anca flessa per gran parte della giornata. Per allungare i flessori, spostarsi con la seduta sul bordo della sedia, portare un piede leggermente indietro e mantenere il tronco eretto. Spostare il bacino in avanti finché si avverte un allungamento nella parte anteriore dell’anca della gamba posteriore, poi cambiare lato. Il tronco non deve inclinarsi in avanti per aumentare la tensione.
Estensione della colonna toracica
Sedersi con le mani dietro la nuca e i gomiti aperti. Inspirare, portare il petto in avanti e verso l’alto, concentrando il movimento sul tratto alto della schiena, quindi espirare e tornare alla posizione iniziale. In alternativa, appoggiare le mani sui braccioli e spingere leggermente il petto in avanti, mantenendo lo schienale come riferimento. Il movimento è limitato alla parte alta della schiena: la zona lombare non deve inarcarsi.
Quanto spesso fare le pause?
In Italia, la regola di riferimento per chi lavora al videoterminale riguarda la durata del lavoro continuativo, non il numero di ore giornaliere. Ai sensi dell’art. 175 del D.Lgs. 81/2008 (Normattiva, 2008), se il contratto collettivo non prevede altro, il lavoratore che rientra nella definizione di videoterminalista ha diritto a una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa. Il medico competente può stabilire modalità diverse e, in caso di dubbi o controversie sull’applicazione, ci si può rivolgere al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, al sindacato o a una consulenza legale. Il conteggio parte dal momento in cui si inizia a lavorare senza interruzioni al computer, quindi digitazione, lettura dello schermo e uso continuo del mouse rientrano nel calcolo.
Schema della pausa regolamentata
| Tempo di lavoro continuativo al videoterminale | Pausa prevista |
|---|---|
| Primo blocco di 120 minuti | 15 minuti |
| Blocco successivo di 120 minuti | 15 minuti |
Pause dinamiche brevi
Oltre alla pausa regolamentata, Suva (2026) consiglia di inserire piccole pause dinamiche durante la giornata. Le fonti consultate non indicano una durata fissa per queste pause, quindi non è possibile fornire un intervallo numerico preciso.
Modalità personalizzate
Il medico competente può stabilire, in via temporanea, modalità e durata delle pause diverse per il singolo lavoratore. In questo caso, le indicazioni del medico prevalgono sulla regola generale per quella persona. Il quadro di riferimento è quindi questo:
- Pausa standard: 15 minuti ogni 120 minuti di lavoro continuativo, salvo diversa previsione del contratto collettivo.
- Pause dinamiche: brevi, distribuite nel corso della giornata, con durata non specificata nelle fonti consultate.
- Modalità individuali: definite dal medico competente, valide per il singolo lavoratore e modificabili nel tempo.

Errori da evitare durante lo stretching
Gli errori di esecuzione incidono più della scelta dell’esercizio. Una stessa posizione può dare sollievo oppure generare tensione in base a come viene mantenuta. I tre errori seguenti sono quelli più frequenti alla scrivania.
Trattenere il respiro
La respirazione fa parte dell’esercizio. Il riferimento è il ritmo del respiro, non una pausa da trattenere. Durante la curvatura in avanti si respira in modo regolare, come indicato per i cinque cicli respiratori, senza trattenere il fiato. Chi trattiene il fiato tende ad irrigidire addome e spalle, e la tensione muscolare che ostacola l’allungamento aumenta.
Rimbalzare o forzare l’allungamento
Il rimbalzo, cioè i piccoli scatti ripetuti nel punto di massima flessione, mette il muscolo in contrazione proprio mentre dovrebbe allungarsi. La forzatura, ossia spingere oltre l’arco di movimento confortevole per “sentire di più”, produce lo stesso effetto. Il gesto corretto è graduale e controllato, senza ricerca di profondità. Se la tensione è eccessiva, la soluzione è ridurre l’ampiezza del movimento.
Eseguire movimenti troppo rapidi
Passare alla flessione e tornare indietro con gesti veloci impedisce di percepire la progressione dell’allungamento. Un movimento lento permette di regolare l’ampiezza man mano che la schiena si distende e di coordinare il gesto con l’espirazione. Non richiedono un’esecuzione sportiva, ma un gesto misurato eseguibile anche alla scrivania.
| Errore | Esecuzione corretta |
|---|---|
| Trattenere il respiro | Respirare regolarmente durante il mantenimento della posizione |
| Rimbalzare nella flessione | Mantenere la posizione ferma, senza scatti |
| Forzare l’allungamento | Fermarsi al punto di allungamento confortevole |
| Movimenti rapidi | Scendere e risalire lentamente, sincronizzati con il respiro |
Quando evitare gli esercizi e sentire il medico?
Il programma di stretching lombare da seduti è pensato per persone in buona salute. Secondo Suva (Svizzera, 2026), chi ha dubbi sulla propria salute deve consultare il medico prima di eseguirlo. Il segnale d’allarme principale è il dolore: in quel caso l’esercizio va interrotto subito e, prima di riprendere, occorre sentire il medico. Se il dolore è intenso, compare dopo un trauma o si accompagna a debolezza o formicolio alle gambe o a perdita di controllo di vescica o intestino, serve una valutazione medica urgente.
Le situazioni da riconoscere sono tre:
- Comparsa di dolore durante l’esercizio. Suva (Svizzera, 2026) consiglia di interrompere subito. L’esecuzione non va completata, né si tenta di riprenderla in una posizione diversa per “sentire” se il disturbo passa.
- Dubbi sulla propria salute. Prima di iniziare, e prima di riprendere dopo una sospensione, questi dubbi vanno chiariti con il medico. Non è una valutazione che il programma può sostituire.
- Condizioni che escono dalla definizione di “buona salute”. Il programma non è calibrato per queste situazioni. In assenza di un parere medico, non è possibile stabilire se gli esercizi siano adatti.
Quando una di queste condizioni si verifica, la sospensione resta in vigore fino al confronto con il medico. Non esiste un criterio autonomo per decidere di riprendere: la ripresa dipende dal parere medico, non dalla sensazione del momento.
Abitudini quotidiane per interrompere la seduta prolungata
Nel lavoro sedentario, il fattore da ridurre è il tempo continuo da seduti, più ancora della sola postura statica. Le abitudini seguenti interrompono la permanenza prolungata nella stessa posizione e distribuiscono il carico sulla colonna lombare nel corso della giornata.
| Abitudine | Come applicarla | Riferimento |
|---|---|---|
| Telefonata in movimento | Camminare senza consultare lo schermo o documenti | Pratica consigliata, senza fonte specifica |
Cambiare posizione durante la giornata
Il documento INAIL-Contarp «La postazione al Videoterminale» (edizione marzo 2013) indica di cambiare posizione spesso per evitare rigidità. In pratica, potete alternare la seduta con un assetto leggermente diverso: spostare il peso da un gluteo all’altro, appoggiarsi allo schienale sul supporto lombare senza accasciarsi, o portare i piedi su un poggiapiedi se il postazione lo consente. Il cambio è utile anche con una postura corretta, perché il corpo non resta a lungo nello stesso assetto.
Limite di tempo seduti
Il riferimento normativo è la pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa al videoterminale; nelle giornate di lavoro continuo, alzarsi prima resta una scelta favorevole.
Camminare durante le telefonate
Quando la chiamata non richiede di guardare lo schermo, potete alzarvi e camminare nel locale o nel corridoio. Usate un auricolare o il vivavoce per avere le mani libere. Evitate di camminare mentre scrivete o consultate documenti, perché l’attenzione si sposta dal movimento al compito.
Attività fisica fuori dall’orario di lavoro
Il movimento svolto fuori dall’orario lavorativo integra quello della giornata. Le fonti consultate non indicano una frequenza specifica per l’attività generale, quindi conviene scegliere attività sostenibili nel tempo, come camminate, nuoto o bicicletta.
Domande frequenti
Come si esegue lo stretching lombare da seduti?
Si esegue una curvatura della schiena con le braccia distese in avanti e la nuca rilassata, secondo Suva (2026). Si mantiene la posizione per 5 cicli respiratori e si ripete da 1 a 2 volte.
Con quale frequenza conviene praticarlo?
Suva consiglia di eseguire gli esercizi almeno 2-3 volte a settimana, al lavoro o a casa, e di inserire pause dinamiche brevi nel corso della giornata.
Quando bisogna fermarsi e chiedere il parere del medico?
In presenza di dolore, l’esercizio va interrotto subito, come indica Suva (2026). Il programma è pensato per persone in buona salute: chi ha dubbi sulla propria condizione deve rivolgersi al medico prima di iniziare. Le fonti ufficiali consultate non elencano segnali d’allarme specifici.