La qualità dell’illuminazione incide direttamente sul comfort visivo e sulla capacità di mantenere l’attenzione durante il lavoro al computer. Un’illuminazione insufficiente, o una forte differenza di luminosità tra schermo e ambiente, aumenta l’affaticamento visivo e può interrompere la continuità della lettura e della scrittura. Le sezioni che seguono descrivono i sintomi più comuni, il ruolo del contrasto e gli effetti sulla concentrazione.
Perché la luce conta nel home office
Affaticamento visivo e sintomi
Con una luce scarsa, l’occhio compensa dilatando la pupilla e sforzando il muscolo di messa a fuoco (accomodazione) per distinguere i caratteri. Davanti allo schermo si ammicca anche meno spesso, e questo peggiora la secchezza. I segnali più frequenti sono:
- bruciore o sensazione di secchezza oculare;
- lacrimazione e occhi stanchi a fine giornata;
- mal di testa localizzato intorno agli occhi;
- difficoltà a rimettere a fuoco dopo aver alzato lo sguardo dallo schermo.
Se questi sintomi compaiono regolarmente durante il lavoro, conviene rivedere l’illuminazione della postazione, ma l’illuminazione non è l’unica causa possibile: difetti visivi non corretti o altre condizioni oculari possono dare gli stessi disturbi. Se i sintomi persistono o peggiorano, è opportuno rivolgersi al medico competente o a un oculista.
Contrasto tra schermo e ambiente
Lo schermo è una sorgente luminosa attiva. Quando l’area circostante è molto più scura, l’occhio passa di continuo da una luminanza all’altra e deve riadattarsi a ogni spostamento dello sguardo tra finestra, scrivania e monitor. Un ambiente uniformemente illuminato riduce questo lavoro di adattamento. Per questo conviene regolare la luminosità dello schermo in modo che non risulti molto più chiara del resto della stanza, e distribuire la luce in modo omogeneo sul piano di lavoro.
Effetti su concentrazione e rendimento
Un’illuminazione confortevole riduce la fatica percepita e permette di mantenere l’attenzione sul compito per periodi più lunghi. Quando la lettura richiede più sforzo visivo, è plausibile che la fatica percepita aumenti e che le pause diventino più frequenti. Le fonti ufficiali consultate non quantificano questo effetto in termini di produttività misurabile, quindi il dato resta qualitativo.

Quanti lux servono sulla scrivania?
Il livello di illuminamento necessario sulla postazione dipende dal compito prevalente. Le indicazioni disponibili riguardano tre situazioni: la lettura dello schermo, la trascrizione di documenti e l’illuminazione generale degli uffici. Ogni valore va riferito al piano di lavoro e si esprime in lux.
Lettura dello schermo: 300 lux
Per leggere le informazioni su un videoterminale bastano 300 lux, secondo PuntoSicuro (2014), che riporta le indicazioni dell’IRCCS Fondazione G.B. Bietti.
Trascrizione di documenti: 500 lux
Per leggere un documento da trascrivere servono 500 lux, un valore superiore a quello previsto per la sola lettura dello schermo (PuntoSicuro, 2014, da IRCCS Fondazione G.B. Bietti). Il dato riguarda i fogli sul piano di lavoro: chi copia da documenti stampati o manoscritti ha bisogno di più luce di chi legge soltanto il monitor.
Uffici: da 200 a 500 lux
Per gli uffici, la UNI 10380, riportata da PuntoSicuro (2011, da Università di Pavia), indica un intervallo di 200-500 lux. Il valore più basso, circa 200 lux, si riferisce alle postazioni usate solo con il videoterminale; per compiti particolari la stessa fonte indica fino a 1000 lux, con lampade da tavolo regolabili. Questo valore è più basso dei 300 lux indicati dalla guida del Bietti per la lettura dello schermo: le due fonti sono distinte e i valori non coincidono, quindi per la postazione domestica conviene usare come riferimento prudente i 300 lux.
| Compito | Livello indicato | Fonte |
|---|---|---|
| Lettura dello schermo | 300 lux | PuntoSicuro (2014), da IRCCS Fondazione G.B. Bietti |
| Trascrizione di documenti | 500 lux | PuntoSicuro (2014), da IRCCS Fondazione G.B. Bietti |
| Postazione solo videoterminale | circa 200 lux | PuntoSicuro (2011), da Università di Pavia (UNI 10380) |
| Compiti particolari in ufficio | fino a 1000 lux | PuntoSicuro (2011), da Università di Pavia (UNI 10380) |
Come applicare i valori
Per scegliere il livello di riferimento, si identifichi il compito che occupa più tempo sulla postazione; se la giornata alterna lettura dello schermo e trascrizione, si consideri il valore più alto. Il livello va poi verificato sul piano di lavoro, nel punto in cui si appoggiano i documenti.
Come posizionare la scrivania rispetto alla finestra
L’orientamento della postazione incide sui riflessi e sull’abbagliamento più della sola quantità di luce naturale. Secondo PuntoSicuro (2014-07-15), che riprende i dati dell’IRCCS Fondazione G.B. Bietti, la regola geometrica è questa: la linea di visione principale va mantenuta parallela alle finestre, e il monitor non deve trovarsi né davanti né dietro una finestra. Si tratta di una verifica da fare sul posto, con lo schermo acceso e la seduta nella posizione abituale.
Linea di visione parallela alle finestre
Per applicare il principio, orientare lo schermo in modo che, guardandolo, la parete finestrata si trovi di lato. In questo modo la luce entra lateralmente e non colpisce direttamente la superficie del monitor. Conviene procedere in quest’ordine:
- individuare la parete con le aperture;
- ruotare la scrivania o lo schermo finché la direzione di sguardo risulta parallela a quella parete;
- sedersi nella postazione reale e controllare che la linea di sguardo principale non incroci le finestre.
Nessuna finestra davanti o dietro il monitor
La posizione davanti allo schermo è la più problematica: secondo PuntoSicuro (2011-10-14), guardando frontalmente la finestra può comparire abbagliamento. La guida del 2014 indica inoltre che nessuna finestra dovrebbe trovarsi dietro il monitor.
Collocazione lontano dalle finestre quando possibile
Quando lo spazio lo consente, allontanare la scrivania dalle finestre riduce il numero di sorgenti esterne che entrano nel campo visivo. Nei casi in cui la stanza sia piccola e la parete finestrata sia l’unica disponibile, il riorientamento dello schermo resta la correzione principale.
| Disposizione del monitor | Indicazione (PuntoSicuro, 2014-07-15 e 2011-10-14) |
|---|---|
| Linea di visione parallela alla finestra | Disposizione di riferimento |
| Finestra davanti allo schermo | Possibile abbagliamento |
| Finestra dietro allo schermo | Da escludere |
Come evitare riflessi e abbagliamento sullo schermo
Riflessi e abbagliamento dipendono da dove si trova la luce rispetto allo schermo e allo sguardo. Secondo PuntoSicuro (2014), che riprende l’IRCCS Fondazione G.B. Bietti, bisogna evitare fonti luminose forti al centro del campo visivo, come il sole o una lampada, e superfici troppo riflettenti. Le cause si dividono in tre gruppi: angolo di visione, superfici lucide e assenza di schermature regolabili.
Riflessi legati all’angolo di visione
Il tipo di disturbo cambia in base alla posizione del corpo rispetto alla fonte di luce. Secondo PuntoSicuro (2011), che riprende l’Università di Pavia, la situazione si presenta così:
| Posizione rispetto alla luce naturale | Disturbo indicato |
|---|---|
| Schiena rivolta alla finestra | Riflessi sullo schermo |
| Finestra di fronte | Possibile abbagliamento |
Quando compaiono riflessi, conviene inclinare o ruotare leggermente lo schermo finché la superficie non riflette più la fonte luminosa. Lo stesso controllo va fatto dopo ogni cambio di posizione della scrivania.
Superfici lucide e fogli riflettenti
Un eccesso di luce sulle superfici orizzontali rende più evidenti i riflessi, per esempio quelli di un foglio bianco appoggiato sul piano di lavoro (PuntoSicuro, 2011, Università di Pavia). Per questo conviene scegliere piani di lavoro con finitura opaca e tenere i documenti stampati su carta non patinata, soprattutto quando sono illuminati da una luce diretta. Anche la copertura di tastiera o mouse in materiale lucido può generare riflessi sulla superficie di lavoro.
Schermature regolabili per le finestre
Le finestre devono avere schermature regolabili, come veneziane o tende pesanti (PuntoSicuro, 2014). Le veneziane permettono di orientare le lamelle per bloccare la luce diretta e lasciare entrare la luce diffusa. Le tende pesanti servono a oscurare la finestra nelle ore in cui il sole colpisce direttamente il posto di lavoro. In entrambi i casi, la regolazione va fatta durante la giornata, perché la posizione del sole cambia e con essa il punto in cui si formano i riflessi.

Luce naturale o artificiale: quando serve integrare?
Secondo PuntoSicuro (2011), che riprende l’Università di Pavia, oltre 3-4 metri dalla finestra la luce naturale diventa insufficiente per una buona visione del videoterminale. In questo caso può servire un’illuminazione artificiale anche di giorno. Nel lavoro da casa il problema è frequente quando la scrivania si trova in una stanza interna o in un angolo lontano dal vano finestra. Il limite dipende quindi dalla distanza, ma anche dalla posizione di chi lavora rispetto alla finestra e dalla luce che arriva sulle superfici.
Limite della luce naturale oltre 3-4 metri
Le condizioni descritte dalle fonti si possono sintetizzare così:
| Condizione | Effetto indicato | Azione consigliata |
|---|---|---|
| Entro 3-4 m dalla finestra | La luce naturale può essere sufficiente per la visione dello schermo | Controlli la resa con schermature regolabili |
| Oltre 3-4 m dalla finestra | La luce naturale è insufficiente | Aggiunga illuminazione artificiale, anche di giorno |
Illuminazione artificiale necessaria anche di giorno
La luce naturale può non raggiungere il piano di lavoro in modo uniforme, soprattutto quando la postazione è lontana dalla finestra. Quando la postazione è lontana dalla finestra, l’illuminazione artificiale va accesa insieme a quella naturale, non soltanto al calare del sole. Le fonti consultate non precisano la potenza delle lampade né la loro distribuzione nello spazio.
Combinazione di luce diurna e lampade artificiali
La combinazione funziona se Lei rispetta alcune regole di posizionamento della luce:
- Misuri la distanza tra la scrivania e la finestra prima di scegliere la fonte integrativa.
- Mantenga le superfici poco riflettenti, perché le superfici lucide amplificano la luce diretta.
- Regoli le schermature della finestra in base all’ora, così che la luce diurna resti utile senza creare abbagliamento.
Quale lampada da tavolo scegliere? Intensità regolabile e posizione laterale
Una lampada da tavolo integra la postazione quando offre un’illuminazione regolabile e resta fuori dal campo visivo principale. Secondo PuntoSicuro (2014), che riprende l’IRCCS Fondazione G.B. Bietti, il manuale di riferimento propone un’illuminazione regolabile tra 300 e 500 lx. Il valore più basso basta per leggere lo schermo, mentre il valore più alto serve a leggere un documento da trascrivere.
Regolazione dell’intensità
Scelga un modello con un controllo di intensità che permetta di passare dal livello per lo schermo a quello per i documenti. Un interruttore a un solo livello non consente questo adattamento. Verifichi nella scheda del produttore che il dimmer sia previsto per quella sorgente, perché non tutti i modelli lo supportano.
Posizionamento fuori dal campo visivo
- Collocare la lampada lateralmente rispetto allo sguardo verso lo schermo, senza allinearla alla linea di visione.
Temperatura di colore e tipo di sorgente
Le fonti ufficiali consultate non precisano una temperatura di colore in kelvin né un tipo di sorgente preferibile, quindi non è possibile indicare valori di riferimento. Per la scelta, consulti la scheda tecnica del produttore e confronti la temperatura di colore dichiarata con la destinazione d’uso della postazione.
Come controllare l’illuminazione della postazione?
Per verificare l’illuminazione di una postazione si misura il livello di illuminamento in lux nel punto dove si svolge il lavoro, poi si confronta il valore con i riferimenti disponibili. Con questo metodo si capisce se la luce è sufficiente per il tipo di compito, senza affidarsi alla sola impressione visiva.
Misura con luxmetro sul piano di lavoro
Lo strumento è il luxmetro, che misura l’illuminamento in lux. La misura va fatta sul piano di lavoro, cioè nella zona in cui si appoggiano tastiera, documenti e fogli, perché è lì che la luce deve essere adeguata. Il procedimento è questo:
- posizionare il sensore nel punto in cui si svolge il compito principale, non vicino a una parete o a una finestra;
- prendere la lettura con l’illuminazione artificiale accesa nelle condizioni abituali di lavoro;
- ripetere la misura in più punti della scrivania, per individuare eventuali zone più scure o più illuminate;
- annotare ogni valore insieme alla data, all’ora e alla posizione.
Le fonti consultate non specificano l’altezza di misura né il numero minimo di punti, quindi conviene adottare una procedura fissa e ripeterla sempre allo stesso modo, in modo che i confronti nel tempo siano validi.
Confronto dei valori rilevati con le soglie
Secondo PuntoSicuro (2011), che riprende l’Università di Pavia, per gli uffici la guida indica un intervallo di 200-500 lux, con circa 200 lux per le postazioni usate solo con il videoterminale e fino a 1000 lux per compiti particolari, con lampade da tavolo regolabili. Il riferimento è attribuito alla UNI 10380.
Il confronto va fatto con il riferimento adatto al compito: se il valore rilevato è inferiore a 300 lux per la lettura dello schermo, o a 500 lux per la trascrizione di documenti, l’illuminazione può risultare insufficiente per quell’attività. Se la giornata alterna i due compiti, si usi il valore più alto. I valori UNI 10380 restano un’indicazione generale per gli uffici.
Verifica in diversi momenti della giornata
La luce naturale cambia durante la giornata e con le stagioni, quindi una sola misura non descrive la situazione reale. Per questo conviene ripetere la misura:
- al mattino, con la luce naturale presente;
- nel pomeriggio, con la luce naturale presente;
- a fine giornata, quando la luce naturale diminuisce;
- con le luci artificiali accese, per valutare il contributo della lampada da tavolo e dell’illuminazione generale.
Domande frequenti
Quanti lux servono per lavorare al computer a casa?
Secondo la guida dell’IRCCS Fondazione G.B. Bietti, ripresa da PuntoSicuro (2014), per leggere lo schermo bastano 300 lux, mentre per leggere un documento da trascrivere ne servono 500. Un’illuminazione regolabile tra 300 e 500 lx permette di coprire entrambi i compiti.
Dove conviene mettere la scrivania rispetto alla finestra?
Secondo PuntoSicuro (2011), citando l’Università di Pavia, con la schiena alla finestra compaiono riflessi sul monitor, mentre con la finestra di fronte può esserci abbagliamento. La linea di visione dovrebbe risultare parallela alle finestre, e oltre 3-4 metri di distanza la luce naturale non basta più per il videoterminale.
Se la luce è adeguata, perché continuo ad avere fastidi agli occhi?
L’illuminazione non è l’unica causa possibile: difetti visivi non corretti o altre condizioni oculari possono provocare gli stessi disturbi. Se i sintomi persistono o peggiorano, il passo corretto è rivolgersi al medico competente o a un oculista.